Alex Ceredi – The Italian way of life

ALEX CEREDI

 

TIWOL – The Italian Way Of Life

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Come valorizzare le eccellenze agroalimentari italiane
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Per essere appena ventiseienne, ha le idee molto chiare: il digitale, una start-up, l’eccellenza del made in Italy, l’enogastronomia a kilometro zero, la filiera corta, il consumatore consapevole…

Alex Ceredi sciorina terminologie, dati ed esempi con la scioltezza di chi certe informazioni se le è procurate in prima persona, scandagliando il web e vagliando un’azienda dietro l’altra, un produttore dietro l’altro. E chiedendosi: usa solo materie prime locali, della sua zona? La lavorazione è fatta a mano e secondo le regole della tradizione? I prodotti hanno un’ottima reputazione nel loro settore di riferimento? Mediante la sua attività valorizza la parte d’Italia in cui opera?

Se ogni risposta è un “sì”, quelle aziende possono far parte dell’avventura di Tiwol (acronimo di The Itlian Way Of Life), ovvero la ricerca di altre risposte, a domande ancora più impegnative: riusciamo a portare questi prodotti, queste eccellenze, sulle tavole dei consumatori più esigenti in termini di salute e sapori? E poi: riusciamo a formarli, questi consumatori, a prenderli per mano e a condurli verso un mondo più ricco di quanto anche i più informati fra loro abbiano mai sospettato?

Fino a condividere tante scoperte, nell’interesse di tutti.

Qual è la tua formazione? Ti sei lanciato nel progetto Tiwol perché hai competenze specifiche nell’enogastronomia o magari nel commercio?

No, semmai nell’online e nel digitale. In effetti alle superiori mi sono diplomato all’istituto tecnico commerciale e poi mi ero iscritto alla facoltà di Economia, ma ho interrotto la frequenza alla fine del secondo anno. Mi sono reso conto di non credere più di tanto nell’istruzione accademica “all’italiana”: è tutto molto standardizzato, mi sentivo solo un numero in mezzo a tanti altri. Io invece desideravo creare un progetto mio su cui lavorare ogni giorno, un’attività in proprio a tutti gli effetti. Da qualche anno mi interesso di trading online, quindi ho confidenza con il digitale e ho fiducia nelle sue potenzialità, so come può condurre a valorizzare un’idea se è sfruttato bene.

E ti sei messo in moto per creare il sito di Tiwol.

Sì, ho cercato fra le web agency quella che meglio si adattasse alle mie esigenze: mi servivano dei professionisti che riuscissero a instradare l’embrione della mia idea, ovvero la creazione di una start-up per connettere il made in Italy alimentare di qualità con il resto del mondo. Idexa Web ha compreso le mie intenzioni e ha convertito l’embrione in un progetto concreto.

Da dove era scaturita la prima cellula di questo embrione?

Sapevo dell’esistenza di tanti produttori di eccellenze agroalimentari che fanno molta fatica a vendere fuori dalla loro zona di riferimento, se non sono inseriti nella grande distribuzione organizzata. Quindi mi sono chiesto: come portare i loro prodotti, che non sono “da supermercato” (perché sono artigianali, creati in quantità limitate, legati alla produzione locale) a un pubblico più vasto? Pensavo a come valorizzare il prodotto anche più di quanto possa fare uno scaffale di supermercato, magari aumentandone il valore percepito grazie a schede informative, così da venderlo a un consumatore più consapevole, a un prezzo equo che aiuti a sostenere l’attività.

alex ceredi impresa di valoreHai subito iniziato con la varietà di prodotti che vediamo ora sul sito?

No, all’inizio ho proposto frutta e verdura. Il contadino è uno di quei produttori che più di altri vive il problema di lavorare con aziende strutturate, magari cooperative industriali efficientissime che distribuiscono anche in tutta Italia, ma senza un’adeguata valorizzazione del lavoro manuale rispetto alla vendita finale. Poi, conoscendo Idexa Web e rendendomi conto di come il sito potesse funzionare, ho allargato il raggio: vino, birre, formaggi, pasta, tutto il made in Italy del settore  food and beverage.

L’acronimo Tiwol significa “The Italian Way Of Life”, giusto?

Sì perché non mi interessa solo il prodotto ma anche la sua storia, quella dell’azienda che lo realizza, le persone che abitano in quel luogo, con le regole della tradizione e le materie prime locali. C’è dietro un mondo. Queste eccellenze, conosciute solo a livello locale, sono molto più numerose di quanto si creda, e Tiwol vuole portarle fuori: in tutta Italia e anche all’estero.

Se sono poco note, come fai a scovarle?

Con un lungo lavoro di ricerca, scrematura, analisi. Inizialmente mi baso sul loro posizionamento online: hanno un sito internet o almeno delle pagine sui social? Si sono impegnati al meglio per farsi notare, credono nel digitale? In un secondo momento passo ai contatti personali e alle visite sul posto: cantine, vigneti, aziende agricole, produttori di grano, pastifici. Trovo sempre un’ottima accoglienza: sono tutti molto trasparenti, felici di mostrarmi la loro realtà, dietro cui c’è sempre un alto valore umano. È importante capire come lavorano i produttori e vedere con i miei occhi quali strumenti utilizzano, con quale spirito, i sacrifici che sopportano. C’è il doppio dello sforzo rispetto a una produzione meccanica, industriale. Di recente ho selezionato anche prodotti freschi, che però richiedono una maggiore attenzione e costi più alti per il trasporto: pasta fresca, salumi, formaggi, perfino del pescato.

Questo dinamismo come si traduce nel sito?

Ho un continuo scambio di opinioni con lo staff di Idexa Web, insieme puntiamo a trovare le soluzioni migliori, a trasmettere ai produttori il senso della competenza del lavorare online: cosa si può fare in base alle proprie risorse, su cosa non perdere tempo, dove gli sforzi vengono più ripagati. Abbiamo pensato insieme la struttura stessa del sito, soprattutto con l’obiettivo di mettere in primo piano il produttore e non il prodotto: in questo modo siamo diversi da un certo tipo di e-commerce, noi mettiamo in luce le aziende.

alex-ceredi-tiwolQuindi il sito ha avuto questa struttura fin dall’inizio?

Per la maggior parte, sì. Di sicuro, fin da subito c’era la sezione Mission, che coincide con il classico “Chi Siamo”, così da presentarci. Lo stesso dicasi del blog (ovvero la sezione Magazine) che favorisce l’indicizzazione e la scalabilità dell’e-commerce. Inseriamo contenuti ad alto valore informativo: sui partner di Tiwol, sulle materie prime. Quello che vogliamo è aumentare l’informazione e la consapevolezza nel consumatore, renderlo pronto a spendere prezzi equi, che magari all’inizio sembrano alti ma riguardano prodotti italiani al 100%, materie prime incluse, e sono poche le aziende che producono beni del genere. Inoltre parliamo di prodotti fatti a mano, quindi i prezzi salgono anche per quello. C’è un discorso di garanzia sulla qualità. Per dire: il 90% delle paste da supermercato non usa grano italiano, oppure lo usa ma è grano fertilizzato. Tiwol si basa su kilometro 0 e filiera corta. Per esempio allevamenti biologici a pascolo libero, con suini che vivono all’aria aperta e mangiano solo ghiande, altro che i mangimi chimicamente corretti. Oppure c’è un nostro partner di pecorini toscani che realizza i suoi formaggi selezionando latte solo della sua zona, con filiera corta al 100%. È un’azienda con pochi dipendenti, una realtà artigianale che grazie alla sua qualità negli ultimi anni ha diffuso il suo brand e sta arrivando anche a grandi chef italiani.

Quindi stiamo parlando di agricoltura biologica?

Non necessariamente: un prodotto può essere di alta qualità, ed eliminare aromi e additivi chimici tipici della produzione industriale, anche se non è biologico. Lavorazione, artigianalità e selezione sono i punti cardine dei prodotti Tiwol. L’agricoltura biologica fa la differenza nel processo di coltivazione, ma non è caratterizzante della produzione a filiera corta.

Chi si occupa dei contenuti del sito? Fotografie, testi…

Me ne occupo io in prima persona: mi sono rimboccato le maniche e ho passato tante serate a casa, immerso in ricerche. Finora ho lavorato da solo, ma di recente ho trovato due persone che vorrei mi dessero una mano: anche loro credono nelle potenzialità del progetto e puntano sul lungo termine.

Come funziona, dal punto di vista pratico, questo e-commerce?

Tiwol connette utente e produttore. Quindi sono i produttori stessi a preparare i pacchetti con gli ordini e a spedirli. Serve efficienza da parte loro, ma anche per questo ho scelto di collaborare con persone che credono nel digitale, nell’avere un partner che può aumentare vendite e commerciabilità fuori dalla loro zona. Il cliente acquista dal produttore e salta lunghe filiere: in questo modo lui risparmia sul prezzo, ma ci guadagna anche in freschezza. E il meccanismo è garanzia di sostenibilità delle economie locali. I tempi di consegna sono ridotti, parliamo di 24-36 ore dal momento dell’acquisto, esclusivamente via corriere. Abbiamo anche lavorato molto per scovare il giusto packaging che permettesse la conservazione di prodotti che devono stare fra gli 0 e i 4 gradi; sono pochi gli spedizionieri capaci di far viaggiare una fiorentina o una ricotta.

Come ti stai approcciando alla promozione?

Per adesso mi limito a lavorare sulla piattaforma stessa, utilizzando una SEO che ci valorizzi sul medio-lungo termine. Non ho ancora provveduto a un lancio ufficiale, forse lo farò in autunno: per ora, solo contenuti e collaborazioni, diciamo un pre-lancio che garantisca tanta scelta. E contenuti informativi ad alto valore, non finalizzati solo alla vendita. Anche sui social arriveranno pillole di conoscenza, che preparo io stesso: prima chiedo notizie e informazioni ai produttori, poi scrivo i testi. Quando avrò due o tre mesi di contenuti pronti, li lancerò. Creare un pubblico consapevole implica passare attraverso la tecnologia, ad esempio mediante contenuti video, come piccoli documentari, oppure sfruttando i QR Code per fare sì che il cliente possa visionare i passaggi del prodotto dalla nascita della materia prima, alla lavorazione, all’arrivo a casa sua.

Com’è il cliente-tipo di Tiwol?

Di sicuro ama l’Italia, vuole materie prime italiane e prodotti tipici; ma spesso è anche un consumatore curioso, che non conosce ancora la vastità della gamma dei prodotti delle eccellenze made in Italy, e magari su Tiwol scova prodotti che nemmeno sapeva esistessero. Negli ultimi anni c’è stato un notevole incremento di attenzione sulla scelta del cibo da mettere in tavola; per questo credo che, in futuro, i prodotti locali italiani verranno sempre più valorizzati.

Come si sposa questo aspetto “salutista” con la presenza su Tiwol di insaccati e alcolici?

Si sposa grazie alla qualità. Certo alcuni alimenti sono più calorici di altri, un salame rimane un salame, però i salami artigianali di Tiwol sono molto più salutari rispetto a quelli che si trovano al banco del supermercato, pieni di conservanti e realizzati con suini che sono stati alimentati a suon di ormoni o chissà che altro. Insomma hanno una naturalità maggiore di quelli “di marca”, tant’è vero che ogni prodotto in vendita su Tiwol è recensito da soggetti autorevoli (ad esempio Slow Food o Gambero Rosso) e/o certificati da organi competenti.

Che cosa c’è nel futuro di Tiwol?

I prossimi passi nell’immediato sono concludere la preparazione dei contenuti per il web, e le contrattazioni ancora in corso con alcuni produttori. Stiamo preparando un piano marketing per il medio-lungo termine, che passi solo dal digitale: una strategia informativa sui social, ad esempio Instagram dove intendo usare la lingua inglese per rivolgermi al mercato estero, e la creazione di una community nazionale su Facebook per pubblicare e sponsorizzare contenuti giornalieri, offerte della settimana, l’arrivo di nuove partnership o nuove sezioni del sito. Sono già pronti alcuni contenuti video, più un video promozionale di Tiwol per dare un’idea della piattaforma.

Qual è la caratteristica davvero unica di Tiwol?

L’idea che il cliente scelga un produttore e faccia acquisti da lui, perché è lui al centro dell’attenzione, prima del prodotto. Vorrei che il consumatore passasse sempre da quella parte informativa, dal comprendere come lavora il produttore, prima di fare la sua spesa online 2.0. I tempi non sono ancora del tutto maturi, al momento la piattaforma lavora a una percentuale ridotta del suo pieno potenziale, però è in arrivo un grande stravolgimento. Si vede dalle tante start-up che iniziano a competere in questo settore, come è stato per il biologico, che citavamo poco fa. Tiwol è lì, pronto a cogliere il momento perfetto quando arriverà, perché è una delle primissime piattaforme dove trovare il vero made in Itay al 100%.

Intervista  a cura di Velma J. Starling

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Alex Ceredi ci racconta in questa video intervista la nascita del suo business online con The Italian way of life.

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Alex Ceredi CEO e Founder della startup Tiwol ci racconta la storia della sua azienda in questa breve intervista.

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